Un test di ovulazione positivo significa che l’ormone luteinizzante (LH) nelle tue urine ha superato la soglia del tuo test. Quel picco di LH è il segnale ormonale che fa scattare l’ovulazione e, negli studi in cui l’ovulazione è stata misurata, l’ovulazione è arrivata circa un giorno dopo, entro 48 ore nel 92% dei test positivi (Miller e Soules 1996, in inglese).
Quindi la versione breve è questa: avere rapporti il giorno del primo positivo e il giorno dopo.
La versione lunga è un po’ più confusa, a dire il vero. Da tutto quello che ho letto, la formula ordinata «ovuli tra 24 e 36 ore dopo» è un’approssimazione, e le indicazioni sul momento dell’inseminazione a casa poggiano su studi fatti in clinica e non su una sperimentazione sull’inseminazione a casa che io sia riuscito a trovare. Preferisco dirlo chiaramente piuttosto che darti un calendario che suona più sicuro di quanto lo siano le prove.
Cosa significa davvero un test di ovulazione positivo? (Non «stai ovulando adesso»)
Un test di ovulazione positivo significa che il tuo LH è salito sopra la soglia che il tuo test è fatto per rilevare, e questo indica che l’ovulazione è probabile nel giro di uno o due giorni. Il foglietto illustrativo di Screen Test Ovulazione parla di «una probabile ovulazione entro 24-36 ore». Non significa che l’ovulo sia già stato rilasciato.
L’LH è l’ormone che fa rilasciare l’ovulo dall’ovaio: periodofertile.it scrive che la secrezione di LH sale a livelli molto alti ed «è proprio questo aumento a innescare l’ovulazione». Le strisce del test lo misurano nelle urine.
L’intero metodo poggia su uno studio della Task Force dell’OMS del 1980 (in inglese), che ha confermato l’ovulazione ispezionando direttamente le ovaie durante un intervento chirurgico. La sua conclusione è ancora valida: «dal punto di vista pratico, la conclusione è che un aumento definito della concentrazione di LH circolante è il miglior parametro indiretto di ovulazione imminente» (nella mia traduzione).
Su una striscia con le linee, la linea del test deve essere scura quanto la linea di controllo o più scura. Una seconda linea più chiara è un negativo: nel foglietto di Screen Test Ovulazione, distribuito in Italia da Screen Italia, il positivo è quando «la linea nella zona della linea di test è uguale o più scura di quella nella zona della linea di controllo». Se non compare nessuna linea di controllo, lo stesso foglietto dice che il risultato non è valido, «anche se compare una linea nell’area della linea di test», e che va ripetuto con un nuovo test.
👉 Non è un segnale che stai ovulando. È un segnale che probabilmente stai per ovulare.
Quanto tempo dopo un test di ovulazione positivo si ovula? (Circa un giorno, a volte due)
Di solito circa un giorno dopo, e entro due giorni dopo più di 9 test positivi su 10. La cifra «da 24 a 36 ore» viene ripetuta ovunque come un dato fisso, ma i dati misurati sono più ampi. Anche le fonti italiane danno cifre vicine ma non identiche: Santagostino e i foglietti di Clearblue e di Screen parlano di 24-36 ore dopo il picco, mentre periodofertile.it indica circa 35-44 ore dall’inizio dell’aumento di LH nel sangue e circa 10-12 ore dal picco nel sangue.
| Punto di partenza | Tempo all’ovulazione | Come è stata confermata l’ovulazione | Studio |
|---|---|---|---|
| Inizio dell’aumento di LH nel sangue | Mediana 32 ore (IC 95% da 23,6 a 38,2). Il 90% delle ovulazioni da 16 a 48 ore dopo l’aumento. Intervallo individuale da 24 a 56 ore | Ispezione diretta dell’ovaio durante un intervento chirurgico | Studio della Task Force dell’OMS, 107 donne analizzate, 1980 (in inglese) |
| Picco di LH nel sangue | Mediana 16,5 ore (IC 95% da 9,5 a 23,0). Il 90% delle ovulazioni da 3 ore prima a 36 ore dopo il picco. Intervallo individuale da 8 a 40 ore | Come sopra | OMS 1980 (in inglese) |
| Test urinario LH positivo a casa (kit Ovuquick, test ogni sera) | Media 20 ore (IC 95% da 14 a 26). L’ovulazione è seguita entro 24 ore al 73% dei test positivi, entro 48 ore al 92% | Ecografia transvaginale due volte al giorno | Miller e Soules 1996 (in inglese), 26 donne senza storia di infertilità |
| Picco di LH urinario rilevato dalla donna (controllo in clinica la mattina) | Ovulazione vista entro il giorno dopo nel 35% dei cicli, non prima del secondo giorno nel 61%, il 52% nei cicli con una sola ovulazione | Ecografia transvaginale | Pearlstone e Surrey 1994 (in inglese), 269 cicli, clinica per l’infertilità, cicli non stimolati e con clomifene |
| Giorno del picco di LH (sangue) | Ovulazione 1 giorno dopo nel 51,1% dei cicli, 2 giorni dopo nel 43,2%, mai prima del giorno del picco | Ecografia transvaginale | Behre et al. 2000 (in inglese), 150 cicli, percentuali tra i cicli con picco confermato |
| Picco di LH urinario (dosaggio di laboratorio, urina quotidiana) | Il picco ha preceduto l’ovulazione nel 100% delle donne, in media di 0,81 giorni | Ecografia transvaginale ogni 2 giorni, poi ogni giorno da un follicolo guida di 16 mm | Johnson et al. 2015 (in inglese), 40 donne |
Tabella: tempo dal picco di LH all’ovulazione negli studi che hanno confermato l’ovulazione direttamente (studi in inglese). Fonti: Task Force dell’OMS 1980; Miller e Soules 1996; Pearlstone e Surrey 1994; Behre et al. 2000; Johnson et al. 2015.
I numeri da tenere a mente: lo studio dell’OMS ha collocato l’ovulazione a una mediana di 32 ore dall’inizio dell’aumento di LH, con il 90% delle ovulazioni tra 16 e 48 ore. Dopo un test urinario positivo a casa, l’ovulazione è arrivata in media circa 20 ore dopo, entro 24 ore nel 73% dei test positivi e entro 48 ore nel 92%.

Può però arrivare più tardi. Nella serie della clinica per l’infertilità, che comprendeva cicli con clomifene, il 61% dei cicli non aveva ancora ovulato fino al secondo giorno, e il 52% dei cicli con una sola ovulazione.
Inseguire la linea più scura probabilmente non aiuta molto. Uno studio pubblicato sul BJOG su 326 cicli (in inglese) ha trovato che il primo aumento di LH era una guida migliore del picco, che è arrivato in anticipo in quasi il 10% dei cicli e in ritardo nel 23%.
👉 «Circa un giorno, a volte due» è la versione onesta.
Quando avere rapporti dopo un test di ovulazione positivo? (Quel giorno, il giorno dopo e, se possibile, anche prima)
Avere rapporti il giorno del primo positivo e il giorno seguente. Il foglietto di Clearblue Digitale dice più o meno lo stesso: «La fertilità è massima il giorno in cui viene rilevato il picco di LH e il giorno successivo».
La parte facile da perdere è che un positivo segna la fine della finestra fertile, non l’inizio.
Nel famoso studio di Wilcox sul New England Journal of Medicine (in inglese), che ha seguito 221 donne, il concepimento è avvenuto solo con rapporti nei sei giorni che finiscono con il giorno dell’ovulazione. La probabilità di concepire andava da 0,10 cinque giorni prima dell’ovulazione a 0,33 nel giorno stesso.
Quindi aspettare il positivo prima di avere rapporti fa perdere giorni buoni. ISSalute indica come regolari i rapporti «ogni due o tre giorni», ma è la sua definizione di rapporti regolari e non un consiglio su come aumentare le probabilità; per quello, la società americana ASRM (in inglese) scrive che rapporti frequenti (ogni 1-2 giorni) nella finestra fertile danno i tassi di gravidanza più alti, ma che 2-3 volte a settimana è quasi equivalente, e periodofertile.it consiglia rapporti dal giorno del picco «preferibilmente a giorni alterni», e meglio ancora anche il giorno prima, quando la seconda linea inizia a intensificarsi. Perché contano quei giorni prima è spiegato in quanto sopravvivono gli spermatozoi nel corpo.
Se preferisci vedere come si fa, l’ostetrica Alessandra Bellasio mostra in un video di circa 75 secondi (2023) come si usano gli stick per l’ovulazione. Il video spiega come si esegue il test, non che cosa fare dopo un positivo, e non ne ho letto la trascrizione: per il momento dei rapporti valgono le sezioni di questo articolo, e per l’orario e la procedura vale il foglietto della tua confezione.
E non smettere nel momento in cui la linea si affievolisce. Nello studio di Leiva e colleghi del 2017 su 283 cicli (in inglese), un positivo seguito da tre negativi è arrivato prima dell’ovulazione nel 31% dei cicli.
Non si trattava di prendere un giorno perfetto. Si trattava di non lasciare vuoti i giorni precedenti.
Quando inseminare dopo un test di ovulazione positivo? (Dove finiscono le prove)
Per l’inseminazione a casa non ho trovato una sperimentazione che abbia messo alla prova il momento rispetto al primo positivo, quindi non esiste un calendario dimostrato. Le prove più vicine vengono dalle cliniche: nell’analisi di Meyer e colleghi del 1996 su 524 cicli di inseminazione con coppetta (in inglese) con sperma di donatore, la gravidanza era quasi due volte più probabile quando l’inseminazione era il giorno dopo il picco di LH urinario rispetto al giorno in cui era stato rilevato. Era un’analisi retrospettiva in clinica, non un’inseminazione a casa.
Nelle fonti italiane che ho letto (ISSalute, Ministero della Salute, Humanitas, Santagostino, periodofertile.it) non ho trovato una raccomandazione sul momento in cui inseminare rispetto all’ovulazione, quindi qui non posso citare una linea guida italiana.
Ed è fin dove si arriva. Il resto sono dati di clinica, e vanno letti come dati di clinica:
- IUI in clinica: in uno studio randomizzato a Bruxelles (in inglese) (435 cicli randomizzati, 412 analizzati, sperma di donatore, cicli naturali), l’inseminazione un giorno dopo l’aumento di LH ha dato un tasso di gravidanza clinica per ciclo del 19,7%, contro l’11,1% a due giorni. L’LH era misurato nel sangue ogni mattina, con lo sperma introdotto nell’utero circa 27 o 51 ore dopo che l’aumento era stato rilevato.
- ICI in clinica: una revisione Cochrane del 2018 (in inglese) ha trovato un solo piccolo studio (56 donne) sull’inseminazione intracervicale con momento scelto in base all’LH rispetto al momento scelto con la temperatura e il muco cervicale. Non c’era una differenza chiara, le prove erano di qualità molto bassa e non c’erano dati sulle nascite.
- Inseminazione a casa: nessun buon dato, e lo stesso vale per inseminare due volte nello stesso ciclo a casa.
Le prove più vicine che abbiamo sono i dati sui rapporti. Lo sperma fresco introdotto in vagina si comporta come dopo un rapporto, quindi il giorno del primo positivo e il giorno dopo sono una lettura ragionevole. Ma è un’inferenza, non il risultato di una sperimentazione, ed è giusto dichiararlo.
La nostra guida al momento migliore per rimanere incinta approfondisce la finestra fertile e il momento dell’inseminazione.
Provalo: il mio test è appena diventato positivo, e adesso?
Inserisci la data del tuo primo positivo e lo strumento ti mostra le prossime 48 ore con le stesse cifre misurate qui sopra: ovulazione entro 24 ore nel 73% dei test positivi e entro 48 ore nel 92%. Il secondo pannello mostra come appare un vero positivo su una striscia con le linee.
Il mio test è appena diventato positivo: e adesso?
Inserisci quando hai visto il tuo primo positivo e vedi le prossime 48 ore, con le cifre misurate di questa guida. È un’informazione, non una diagnosi. Niente di ciò che inserisci viene salvato o inviato da nessuna parte.
1. Le tue prossime 48 ore
Usa il primo positivo di questo ciclo, non il più scuro.
Inserisci la data qui sopra per vedere la tua linea del tempo.
L’ovulazione era seguita entro 24 ore al 73% dei test positivi, e entro 48 ore al 92%. Punto blu: la media, circa 20 ore. Gli orari sono approssimativi, perché l’ovulazione non è così puntuale.
Se stai inseminando a casa: non ho trovato una sperimentazione che abbia messo alla prova il momento dell’inseminazione a casa rispetto al primo positivo. Usare questi stessi due giorni è un’inferenza dai dati sui rapporti e dagli studi sull’inseminazione in clinica, non il risultato di una sperimentazione.
- Può arrivare più tardi. In una serie di una clinica per l’infertilità che comprendeva cicli stimolati, il 61% dei cicli non aveva ancora ovulato fino al secondo giorno, e il 52% dei cicli con una sola ovulazione.
- Non smettere nel momento in cui la linea si affievolisce. Un positivo seguito da tre negativi è comunque arrivato prima dell’ovulazione nel 31% dei cicli.
- Un positivo segna la fine della finestra fertile, non l’inizio. La società americana ASRM (in inglese) indica rapporti ogni 1-2 giorni nella finestra fertile, e aggiunge che 2-3 volte a settimana è quasi equivalente.
Basato su Miller e Soules 1996 (studio in inglese; 26 donne senza storia di infertilità, kit Ovuquick ogni sera, ovulazione confermata da ecografia due volte al giorno): l’ovulazione è arrivata in media circa 20 ore dopo un test urinario positivo a casa, entro 24 ore nel 73% dei test positivi e entro 48 ore nel 92%. Giorni consigliati: foglietto di Clearblue Digitale e Wilcox 1995. Momento più tardivo: Pearlstone e Surrey 1994. La cifra del 31%: Leiva 2017, 283 cicli.
Quando rivolgerti al medico: se non hai avuto nessun positivo per tre cicli di fila, se hai positivi costanti o ripetuti con mestruazioni irregolari o assenti, o se non hai concepito dopo un anno di tentativi (prima se hai 36 anni o più).
2. È davvero un positivo?
Per le strisce con le linee, non per i test digitali. Scegli come appare la tua striscia e leggila entro il tempo indicato dal tuo foglietto.
PositivoLa linea del test è scura quanto la linea di controllo. Su un test con le due linee conta come positivo.
Basato sul foglietto illustrativo di Screen Test Ovulazione, distribuito in Italia da Screen Italia. Le due linee su un test vero hanno lo stesso colore del colorante, cambia solo l’intensità. Le marche variano, quindi il foglietto della tua confezione ha l’ultima parola. Un positivo prevede l’ovulazione, non la dimostra.
Quanto sono sensibili le strisce del test di ovulazione? (Le marche non concordano su cosa sia «positivo»)
Le strisce del test di ovulazione diventano positive da 20 a 50 mIU/ml di LH a seconda della marca, senza un accordo tra i produttori, secondo il lavoro di Leiva del 2017 su Frontiers in Public Health (in inglese).
Quando un laboratorio ha confrontato cinque kit domestici (in inglese), il livello più basso di LH che ciascuno leggeva come positivo andava da 25,5 a 48,7 mIU/mL. È una differenza di quasi il doppio per la stessa parola.
Per questo articolo ho potuto verificare solo due marche, e la cifra è una dichiarazione del produttore nel foglietto, non una misura indipendente:
- Clearblue Digitale e Clearblue Digitale con doppio indicatore ormonale: 40 mIU/ml, indicati nei foglietti italiani del Digitale e del doppio indicatore ormonale.
- Test Screen Test Ovulazione, distribuito in Italia da Screen Italia: sensibilità di 20 mIU/mL, dichiarata nel foglietto illustrativo.
Nei dati di Leiva, la soglia che prevedeva meglio l’ovulazione entro 24 ore era di 25-30 mIU/ml. A quel livello un positivo aveva ragione circa nel 50-60% dei casi, e un negativo nel 98%.
Il picco di LH urinario nel confronto dei cinque kit andava da 13,5 a 73,0 mIU/mL, quindi alcuni picchi veri non raggiungono mai una soglia di 25 o di 40, e cambiare marca a metà ciclo cambia in silenzio il significato di «positivo». Anche periodofertile.it scrive che la concentrazione naturale di LH nelle urine durante il picco varia da 20 a 100 mIU/ml.
Perché un test di ovulazione positivo può essere sbagliato? (Prevede, non dimostra)
Un test di ovulazione positivo prevede l’ovulazione ma non può confermarla. In uno studio multicentrico statunitense (in inglese), in più del 7% delle biopsie dell’endometrio fatte dopo un test LH positivo a casa non c’era nessun segno che l’ovulazione fosse avvenuta.
| Motivo | Che cosa succede | Prove |
|---|---|---|
| Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e LH di base alto | L’LH di base può stare vicino o sopra la soglia della striscia, dando positivi ripetuti o costanti che non significano che l’ovulazione sia vicina | Nel 75,0% delle 52 donne anovulatorie con PCOS l’LH sierico medio era aumentato rispetto ai controlli, non rispetto alla soglia di una striscia urinaria (Taylor et al. 1997, in inglese; 9 delle 61 iniziali escluse perché già post-ovulatorie); la PCOS è elencata anche nel foglietto di Clearblue, e periodofertile.it scrive che in questa condizione l’LH sale «in assenza di ovulazione» |
| Picchi brevi o dalla forma insolita con un solo test al giorno | Un picco breve può sfuggire tra un test e l’altro | L’inizio è stato rapido (entro un giorno) nel 42,9% dei picchi (Park et al. 2007, in inglese; la stessa cifra è riportata in italiano da periodofertile.it). Non ci sono buoni dati su quanti picchi un test al giorno faccia perdere |
| Urina diluita | Troppi liquidi possono impedire al test di rilevare il picco | Screen: ridurre i liquidi circa 2 ore prima. Clearblue Digitale: non urinare nelle 4 ore precedenti il test ed evitare l’assunzione di un’eccessiva quantità di liquidi prima di eseguirlo. Clearblue con doppio indicatore ormonale: dice di evitare di bere grandi quantità di liquidi quando si ripete il test dopo un errore. periodofertile.it: ridurre i liquidi nelle 2-4 ore precedenti. Nessuno studio pubblicato trovato |
| Menopausa | L’LH è più alto in generale | Il foglietto di Clearblue elenca l’essere entrata in menopausa tra le cause di risultati ingannevoli; Pazienti.it scrive che l’LH alto in menopausa è una delle caratteristiche salienti |
| Farmaci per la fertilità e altre cause elencate | I farmaci che contengono LH o hCG possono rendere positivo il test; il foglietto di Screen cita come esempi le menotropine per iniezione e il danazolo. Elencati anche: funzionalità epatica o renale compromessa, antibiotici a base di tetracicline | Foglietto di Clearblue con doppio indicatore ormonale (funzionalità epatica o renale, tetracicline); i farmaci con LH o hCG compaiono anche nei foglietti di Clearblue Digitale e di Screen |
| Gravidanza o gravidanza recente | Il test può dare risultati ingannevoli. Dopo una gravidanza, aspetta due cicli prima di fare il test | Foglietto di Clearblue con doppio indicatore ormonale (aspettare 2 cicli mestruali naturali); Clearblue Digitale: gravidanza recente tra le cause; Screen: il test non funziona correttamente in gravidanza |
Tabella: motivi per cui un test di ovulazione può ingannare. Fonti: Taylor et al. 1997 (in inglese); Park et al. 2007 (in inglese); foglietti di Clearblue Digitale e con doppio indicatore ormonale; foglietto di Screen Test Ovulazione; periodofertile.it; Pazienti.it.

La PCOS è il caso più importante, e lo dice apertamente periodofertile.it: «condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che comportano cicli irregolari con aumenti dell’ormone LH in assenza di ovulazione che rendono inutile l’uso dei test». Un’altra pagina dello stesso sito aggiunge che con la PCOS i test possono risultare positivi anche lontano dall’ovulazione.
Abbinare la striscia ad altri segnali, come il muco cervicale, ha reso un positivo più affidabile nello studio di Leiva (in inglese). Quei segnali sono trattati nella nostra guida ai sintomi dell’ovulazione.
Quando fare il test di ovulazione (segui il foglietto della tua marca, perché non concordano)
Fai il test alla stessa ora ogni giorno, all’ora che indica il foglietto della tua marca, e non bere molto prima. Inizia dal giorno del ciclo che il foglietto indica per la lunghezza del tuo ciclo.
Mi piacerebbe darti un solo orario migliore, ma i foglietti si contraddicono apertamente:
- Clearblue Digitale con doppio indicatore ormonale: la prima urina del mattino.
- Clearblue Digitale: a qualsiasi ora, purché sia la stessa ogni giorno.
- Test Screen Test Ovulazione: non la prima urina del mattino, e test tra le 10:00 e le 20:00.
Uno studio di Bristol su 155 picchi (in inglese) in 35 donne monitorate prima di una FIVET a ciclo naturale ha trovato che il picco di LH inizia soprattutto tra mezzanotte e le 8 del mattino, ed è il ragionamento alla base dei test più tardi con le strisce semplici. Una serie più ampia con strisce, 951 cicli di inseminazione con donatore (Khattab e colleghi, 2005, in inglese), ha trovato il primo positivo più spesso tra le 11 e le 15 e ha concluso che è il momento migliore per controllare. Anche le pagine italiane non concordano: Santagostino consiglia la prima urina del mattino, periodofertile.it la seconda. Non ho trovato una sperimentazione che confronti gli orari del giorno, quindi vince il foglietto nella confezione.
I test di ovulazione aiutano davvero a rimanere incinta? (Probabilmente, con una riserva)
Probabilmente sì. La revisione Cochrane del 2023 sui rapporti programmati (in inglese) ha trovato che usare i test urinari di ovulazione probabilmente aumenta le nascite di bambini vivi, con un rischio relativo di 1,36 (IC 95% da 1,02 a 1,81), giudicato come prove di qualità moderata.
In parole semplici, le nascite di bambini vivi erano circa un terzo più probabili nel gruppo che usava i test. Cochrane la mette così: se la tua probabilità senza test è del 16%, con i test si colloca tra il 16% e il 28%. Il risultato vale per donne sotto i 40 anni che cercano da meno di 12 mesi, e il suo unico studio sulle nascite ha reclutato coppie che cercavano da sei mesi o meno.
La riserva è che il dato sulle nascite poggia su un solo studio su 844 donne, e quello studio (in inglese) è stato finanziato dal produttore di Clearblue.
La FNOMCeO (rubrica «Dottore ma è vero che...?») è più cauta: scrive che gli stick per il picco di LH «non danno risposte certe» e che i rapporti programmati «potrebbero migliorare i tassi di gravidanza» ma «le prove sono deboli e gli studi di bassa qualità» (un giudizio sui rapporti programmati in generale, non solo sui test). Santagostino scrive invece che i test di ovulazione hanno un’attendibilità «molto alta (fino al 99%)», che riguarda il rilevare l’LH e non garantisce né l’ovulazione né la gravidanza. Non ho trovato una posizione ufficiale italiana che li raccomandi o li sconsigli.
Entrambe le posizioni sono sul tavolo, e non credo che tocchi a me scegliere un vincitore oltre questo.
Quando rivolgerti al medico o al ginecologo? (I segnali da non sottovalutare)
Rivolgiti al tuo medico se non è arrivata la gravidanza dopo un anno di tentativi, e prima se hai 36 anni o più o sai già di qualcosa che può influire sulla fertilità. È l’indicazione di ISSalute: «dopo un anno di tentativi senza successo, è utile rivolgersi al proprio medico», e subito se ci sono ragioni per essere preoccupati della fertilità (per esempio cure chemioterapiche) o se l’età della donna è di 36 anni o più. Il Ministero della Salute scrive che, se la gravidanza non arriva entro «sei mesi - un anno», «può essere utile rivolgersi al ginecologo».
Se stai facendo inseminazione, nelle fonti italiane che ho letto non ho trovato una regola su dopo quanti cicli di inseminazione chiedere una valutazione. Vale l’indicazione di ISSalute qui sopra: se hai 36 anni o più, o una causa nota o sospetta, rivolgiti subito al medico. Per il resto, chiedi al tuo medico o a un ginecologo quando fare una valutazione.
Nello specifico dei test di ovulazione, fai controllare questi casi:
- Nessun positivo per tre cicli di fila. Il foglietto di Clearblue Digitale (edizione 2017) consiglia di parlarne con il medico se non vedi il picco di LH per 3 cicli mestruali consecutivi. Il foglietto di Screen Test Ovulazione indica un altro segnale: cicli più brevi di 21 giorni o più lunghi di 38 giorni.
- Positivi costanti o ripetuti con mestruazioni irregolari o assenti. Può indicare la PCOS. Il Manuale MSD la descrive come caratterizzata da «mestruazioni irregolari o assenti», e periodofertile.it invita a parlarne con il ginecologo se le mestruazioni sono molto irregolari (ad esempio saltano dei mesi).
- Positivi e mestruazioni che non coincidono. L’esame da chiedere è il progesterone circa una settimana dopo l’ovulazione (il 21° giorno in un ciclo di 28 giorni): periodofertile.it scrive che in una donna non incinta i valori sono normalmente di almeno 8,8-10,5 ng/ml e che «livelli molto più bassi possono indicare una mancata ovulazione». Chiedi al tuo medico se è il caso di farlo.
Test di ovulazione positivo: domande frequenti
Per quanto tempo sei fertile dopo un test di ovulazione positivo?
Circa uno o due giorni. In uno studio con ecografia, l’ovulazione è arrivata entro 48 ore nel 92% dei test urinari positivi (Miller e Soules 1996, in inglese), e nello studio di Wilcox (in inglese) il concepimento è avvenuto solo con rapporti nei sei giorni che finiscono con il giorno dell’ovulazione, e mai dopo. La FNOMCeO scrive che l’ovulo sopravvive circa 24 ore. In pratica il positivo segna gli ultimi, e migliori, due giorni della finestra fertile.
Posso essere incinta e avere comunque un test di ovulazione positivo?
Può succedere. Il foglietto di Clearblue elenca la gravidanza tra le cause di risultati ingannevoli, e quello di Screen dice che il test non funziona correttamente in gravidanza (dichiara però nessuna reattività crociata con l’hCG alle concentrazioni testate, quindi il meccanismo può non essere lo stesso per tutte le marche). In ogni caso un positivo da solo non dice nulla. Uppa indica di fare il test di gravidanza dopo il primo giorno di ritardo se il ciclo è regolare, e di aspettare quattro-cinque giorni dal ritardo se è irregolare. Ne parliamo di più in quando fare il test di gravidanza dopo l’ovulazione.
Il picco di LH significa che sei fertile?
Per lo più sì, ma non sempre. In uno studio con ecografia il picco di LH urinario ha preceduto l’ovulazione in tutte le 40 donne (Johnson 2015, in inglese). Ma un positivo prevede l’ovulazione, non la dimostra: in più del 7% delle biopsie fatte dopo un test positivo a casa non c’era nessun segno che fosse avvenuta. Sei fertile anche prima del picco di LH, perché la finestra fertile sono i sei giorni che finiscono con il giorno dell’ovulazione, e il test individua solo la fine.
È normale avere un test di ovulazione positivo per 5 giorni di fila?
Può esserlo. Nelle urine del mattino di 43 donne (in inglese), solo il 41,9% aveva un picco singolo, il 44,2% un picco in due fasi e il 13,9% un plateau, e l’LH ha impiegato in media 7,6 giorni per salire e tornare al valore di base. Anche periodofertile.it scrive che il picco di LH può durare da 1 a 6 giorni. Una striscia sensibile può plausibilmente restare positiva per diversi giorni. Agisci sul primo positivo, perché i successivi non aggiungono nulla. Positivi ripetuti ciclo dopo ciclo, o insieme a mestruazioni irregolari, vanno discussi con il medico o con un ginecologo.
La parte che nessuna striscia misura (Un’ultima parola onesta)
Un test di ovulazione positivo ti dice qualcosa su un ormone in un giorno, e niente su come state davvero voi due.
Fare il test ogni giorno può trasformare in silenzio un ciclo in un progetto, con una linea su un bastoncino che decide l’umore della serata. È emotivo. A volte è stressante. Ed è qualcosa che attraversate insieme, qualunque cosa dica la striscia questo mese.
Continua a leggere: guide utili per chi cerca una gravidanza
Se vuoi approfondire un po’, queste sono le guide più vicine a questa:
- Il Momento Migliore per Rimanere Incinta: Quando Inseminare per il Concepimento
- Sintomi dell’ovulazione: gli altri segnali da osservare insieme all’LH
- Quando Fare il Test di Gravidanza Dopo l’Ovulazione?
- Quanto sopravvivono gli spermatozoi nel corpo?